Un Esempio di Autonomia e di Autogoverno: la Comune di Oaxaca

Uno dei più importanti e ricordati esperimenti storici di autogoverno e democrazia diretta di matrice socialista e libertaria è sicuramente la Comune di Parigi che organizzò e gestì  la capitale francese dal 18 marzo al 28 maggio del 1871. Pochi però sono a conoscenza che un esperimento simile e liberamente ispirato alla Comune parigina, ma con una durata temporale più estesa, si sia svolto in età contemporanea in Messico, precisamente ad Oaxaca nel 2006. Oaxaca è storicamente uno stato multietnico e multiculturale, con una forte tradizione indigena di autonomia e autogoverno e teatro di importanti lotte sociali e politiche.

Tutto iniziò nel giugno 2006 con l’insurrezione popolare contro il governatore dello stato di Oaxaca Ulises Ruiz, individuo dalle tendenze autoritarie; tendenze che si tramutarono ben presto in ogni  tipo di repressione possibile e che fece cadere Oaxaca in un clima di dilagante dispotismo e violenza quotidiana ai danni della popolazione civile per mano della polizia federale. L’origine dell’insurrezione del giugno 2006 è stato lo sciopero degli insegnanti (in Messico incarnano la figura del lottatore sociale) della Secciòn 22 di Oaxaca dovuto non solo alle rivendicazioni salariali, ma che rientrava nel più ampio contesto della diseguaglianza dilagante che caratterizza le relazioni sociali in messico. Questa insurrezione del sindacato degli insegnanti, che occuparono strade e la piazza centrale, faceva trasparire chiaramente tutto il malcontento provato nei confronti del governatore Ruiz e della violenza gratuita della polizia federale come mezzo per reprimere ogni forma di protesta e di dissenso popolare. Il 14 giugno le tendenze autoritarie e dispotiche del governatore Ruiz si tramutarono nella decisione di reprimere e sgomberare con la violenza l’occupazione delle strade e delle piazze da parte del movimento insurrezionale guidato dal sindacato degli insegnanti. Nonostante la repressione del giorno prima, il 15 di giugno la piazza centrale venne occupata nuovamente portando ad una radicalizzazione del conflitto. A partire da questo momento la gente iniziò a scendere nelle strade e ad occuparle e non solo per sostenere l’insurrezione degli insegnanti, ma soprattutto per sottolineare un elevato dissenso e malcontento politico nei confronti di Ulises Ruiz, autoritario e repressivo, e per questo principale bersaglio e nemico dell’insurrezione popolare. Il 17 giugno nacque, durante l’insurrezione e la repressione di quest’ultima, l’Asemblea Popular de los Pueblos de Oaxaca (APPO), ovvero uno dei più importanti esperimenti di autorganizzazione e autogoverno in Messico che sintetizza la tradizione indigena delle assemblee popolari e comunitarie, il municipalismo libertario e la democrazia diretta tanto cara a Murray Bookchin.

La APPO nacque come conseguenza di un’assemblea convocata dal sindacato degli insegnanti di Oaxaca (Secciòn 22) per decidere in che modo reagire alla costante e crescente repressione da parte della polizia federale e come si sarebbe potuta allargare l’insurrezione. Venne così proposta una assemblea popolare dei popoli di Oaxaca a cui parteciparono tutti coloro che nei giorni precedenti erano scesi nelle strade occupandole, sia la componente degli inseganti sia quella indigena e contadina; in questo modo l’assemblea divenne permanente e si stabilizzò diventando ciò che conosciamo come APPO.

La Comune di Oaxaca emerse come espressione organizzativa autonoma diretta e naturale della APPO, dell’insurrezione e della resistenza popolare – indigena. Attraverso la Comune di Oaxaca si tentò di estendere la tradizione indigena del modello organizzativo politico – sociale basato sull’autogoverno a livello statale. La tradizione indigena ben radicata nella forma assembleare e nella democrazia diretta e comunitaria fecero della componente indigena una elemento fondamentale all’interno della APPO, per opporsi violentemente all’entità ed istituzione statale e alla democrazia rappresentativa. Durante la resistenza della Comune si riorganizzò la città di Oaxaca partendo dalla presa di coscienza dell’elevata eterogeneità del popolo insorto e confluito nelle piazze e nelle strade a sostegno della lotta degli insegnanti. E’ importante sottolineare come durante la Comune di Oaxaca e all’interno della APPO ci fu ben presto una presa di coscienza da parte della componente indigena, componente che fino al momento dell’insurrezione era rimasta esclusa ed emarginata dal governo statale messicano da un lato, e oppressa dalle autorità militari federali e statali dall’altro. Come abbiamo evidenziato prima la componente indigena è stata fondamentale all’interno della APPO soprattutto per esser riuscita ad estendere la propria tradizione di autonomia e autogoverno, rendendoli caratteri imprescindibili su cui si basò la Comune di Oaxaca.

L’autonomia di Oaxaca durò, come detto in apertura, ben più a lungo della Comune di Parigi, ma nonostante questo dopo 6 mesi fu vittima di una violenta repressione che ne sancì la fine. La Comune di Oaxaca attraverso l’autogoverno, l’autonomia e le assemblee comunitarie si presenta quindi come alternativa possibile e percorribile da contrapporre all’autorità statale e alle continue forrme di repressionie di cui essa si fa portatrice.

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