A Proposito di Comunismo Originario, Spazio Comune e Proprietá Privata

Gli Yanomami dell’Alto Orinoco, regione situata tra Brasile e Venezuela, sono organizzati in tribù di 300-400 unità e non vivono in vere e proprie case come siamo soliti intenderle oggigiorno noi in Occidente; infatti loro tendono a sviluppare la vita della comunità in uno spazio comune chiamato shapuno. Ma cos’è uno shapuno?

Uno shapuno è una grande tettoia dalla forma circolare con lo spiovente rivolto verso l’esterno e disposta attorno ad uno spiazzo. In questo spazio comune si svolgono tutti i lavori necessari alla comunità, cosi come comuni sono i prodotti del lavoro, della caccia e della coltivazione-raccolta. Alla base di questa pratica di condivisione dei prodotti del lavoro c’è una “legge” rituale interna alla comunità secondo la quale nessun membro della tribù può consumare il cibo che produce o che caccia, ma deve condividerlo con gli altri membri; si sviluppa in questo modo un processo di collettivizzazione dei prodotti delle fatiche individuali e comunitarie della tribù. Inoltre è importante evidenziare che, come dimostrato da svariate ricerche etno-antropologiche, gli Yanomani, al pari di molti altri popoli dediti ancora principalmente alla caccia e alla raccolta, dedicano al lavoro per il proprio sostentamento circa 2 giorni a settimana, che significa non più di 4/5 ore al giorno. Questo perché, come già evidenziato in passati articoli, all’interno della società dei popoli “primitivi” il surplus di prodotti creato da un surplus di lavoro è totalmente inutile e contrario alle necessità della comunità.

All’interno dello shapuno lo spazio è suddiviso per nuclei famigliari, anche se la maggior parte di esso è organizzato per la vita sociale della comunità intera. Verso l’esterno che da sulla foresta, chiuso da una parete, troviamo lo spazio esclusivamente famigliare; verso l’area centrale lo spazio è di tutti, quindi comune e addirittura aperto anche a membri di altre tribù che si trovano a passare per il villaggio Yanomani per motivi di caccia o viaggio.

Come ben evidenziano gli Yanomani e la loro struttura abitativa, lo shapuno, prima che si sviluppasse la proprietà privata, l’unica costante delle società era la vita comune e la condivisione non solo degli spazi, ma anche delle attività di lavoro e dei prodotti di tali attività. Questa situazione comune alla maggior parte delle comunità e ai popoli primitivi (e per primitivi si intende quei popoli che si contrappongono all’idea occidentalecentrica di civiltà e progresso) può essere definito “comunismo originario”.

Le societá di classe (come la nostra) annullano le forme sociali e comunitarie precedenti alla comparsa della proprietá privata. Ed è proprio qui che subebtra la domanda che andrà a concludere questo breve articolo: La società di oggi, o meglio ancora quella di domani, potrà re-impossessarsi delle modalità abitative tipiche del “comunismo primordiale” superando la propria specificità di classe tramite l’abbattimento della struttura capitalistica che divide il corpo sociale tra chi detiene i mezzi di produzione e chi vende la propria forza lavoro?

(Entrambe le immagini sono prese dal sito ArchEyes)

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